Intervista alla ricercatrice Natalia Di Ianni a conclusione del Travel Grant finanziato da Il dono di Rossana

04/11/2023
Intervista  alla ricercatrice Natalia Di Ianni a conclusione del Travel Grant finanziato da Il dono di Rossana

Cordovado, 4 novembre 2023

Si è conclusa nelle scorse settimane l’esperienza della ricercatrice Natalia Di Ianni presso l’Istituto Nencki di Varsavia. Un’esperienza iniziata in aprile, finanziata dalla nostra Associazione sotto forma di un Travel Grant, in accordo con L’Istituto Carlo Besta di Milano. Abbiamo raccolto in un’intervista le riflessioni della dr.ssa De Ianni, che ci ha fornito anche un resoconto scientifico del lavoro effettuato nei sei mesi di permanenza in Polonia.

Dr.ssa De Ianni può raccontarci, con parole per non addetti ai lavori, come si è svolta la sua esperienza all’Istituto di Varsavia?

Grazie a questo Travel Grant ho avuto la straordinaria possibilità di lavorare in un contesto eccitante e stimolante che mi ha permesso di intraprendere un percorso di crescita personale e professionale, contraddistinto dalla continua condivisione di esperienze e conoscenze con i colleghi dell’Istituto Nencki, ognuno con il proprio bagaglio culturale e formativo. Mi hanno fin da subito fatta sentire parte integrante del loro gruppo coinvolgendomi in tutte le attività di laboratorio. La fervente attività scientifica dell’Istituto Nencki offre ogni settimana seminari tenuti da ricercatori dipendenti e da ospiti internazionali; anch’io ho avuto l’onore di presentare i nostri dati clinici relativi all’immunoterapia con cellule dendritiche, uno studio clinico attualmente attivo presso L’Istituto Neurologico Besta. Questo ha consolidato la volontà dei ricercatori Nencki di una stretta collaborazione motivata dalla visione traslazionale che contraddistingue il mio Istituto, volta a terapie sempre più personalizzate per il miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita dei pazienti affetti da glioblastoma, la cui prognosi ancora oggi è negativa.

Quali sono stati secondo lei i risultati principali della sua missione?

Nei 6 mesi trascorsi a Varsavia sono riuscita ad apprendere le basi di una tra le tecnologie attualmente più all’avanguardia nell’ambito della caratterizzazione molecolare del glioblastoma: il Visium Spatial transcriptomics, che cercherò di applicare nel più breve tempo possibile anche nel mio laboratorio con l’intento di mettere a soqquadro il glioblastoma e il suo microambiente, passando in rassegna le singole cellule che lo costituiscono. La definizione della composizione del microambiente in differenti aree “spaziali” potranno aiutarci a far luce sulla eterogeneità cellulare e molecolare, caratteristica peculiare del glioblastoma che lo rende resistente alle terapie. La nostra speranza è che l’analisi trascrizionale a livello della singola cellula possa, in un futuro non troppo lontano, permetterci di sviluppare combinazioni terapeutiche personalizzate basate sull’integrazione delle informazioni del corredo genetico del singolo paziente.

Vuole aggiungere qualcosa per i nostri donatori che seguono le attività della Associazione?

Colgo l’occasione per ringraziarvi di nuovo dal profondo del mio cuore per la straordinaria opportunità che mi avete dato. È stata un’esperienza unica dal punto di vista umano, ma soprattutto dal punto di vista professionale. Grazie al supporto de Il dono di Rossana ho imparato molto e spero di riuscire ad applicare al meglio le nuove conoscenze, contribuendo in maniera significativa alla battaglia contro il glioblastoma.