I progetti di ricerca del 2019

Il secondo progetto – sostegno borsa di ricerca Francesco Antonica

I gliomi sono un gruppo di neoplasie maligne che possono svilupparsi in qualsiasi distretto del sistema nervoso centrale: originano da cellule della “glia” (cellule del sistema nervoso che non sono neuroni), come gli astrociti, gli oligodendrociti e le cellule ependimali – che rivestono l’epitelio dei ventricoli cerebrali e il canale centrale del midollo spinale. I gliomi possono essere inoltre classificati in base all’aggressività: i gliomi di terzo grado e di quarto grado sono conosciuti come gliomi ad alto
grado, caratterizzati da una forte malignità, dall’esito infausto e dal fatto di colpire principalmente in età infantile. Inoltre, sebbene esistano dei modelli in grado di simulare la malattia per gli adulti (permettendoci di sviluppare nuovi farmaci e strategie terapeutiche), le nostre conoscenze sui gliomi infantili sono ancora limitate.

Francesco Antonica, ricercatore presso il “Department of Cellular, Computational and Integrative Biology – CIBIO” dell’Università degli Studi di Trento, studia
come sviluppare nuovi modelli per la cura dei gliomi infantili di alto grado grazie al sostegno della nostra Associazione in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi. Anche nel caso di Francesco siamo pervenuti a tale scelta con l’aiuto della Professoressa Maria Grazia Masucci, Docente al Karolinska Institute di Stoccolma e Ricercatrice di fama internazionale, che ha accettato generosamente di supportarci.

Il titolo del progetto è: Creazione di nuovi modelli per il tumore cerebrale pediatrico

Come già ricordato i gliomi di alto grado rappresentano la forma più aggressiva e mortale tra i tumori pediatrici. Diversamente dagli adulti, dove la chirurgia è spesso il primo di una serie di trattamenti, nei pazienti pediatrici gli unici approcci terapeutici possibili sono la radioterapia e la chemioterapia. Purtroppo i chemioterapici attualmente utilizzati sono stati sviluppati per il trattamento del glioma negli adulti, e ciò fa sì che i pazienti pediatrici abbiano una risposta terapeutica più bassa e una prognosi peggiore. Il principale problema nella creazione di farmaci mirati per le forme pediatriche di glioma è l’assenza di modelli sperimentali adeguati: quelli esistenti, infatti, simulano il glioma degli adulti. Obiettivo del progetto sarà creare un modello sperimentale per il tumore cerebrale pediatrico. Per ricreare un modello il più fedele possibile verranno utilizzate cellule cerebrali dove verrà indotta l’espressione di alcuni geni specifici, scegliendo proprio quei geni che sono risultati iper-spressi in precedenti campioni provenienti da cellule di glioma pediatrico. Il risultato potrebbe diventare uno strumento valido nella ricerca di nuovi approcci terapeutici
focalizzati alle forme infantili di glioma.

Il primo progetto - sostegno borsa di ricerca Eleonora Vannini

Coerentemente con la propria mission, nei primi mesi del 2019, l’Associazione ha scelto di finanziare un progetto di ricerca strettamente inerente i tumori cerebrali. Si tratta del progetto presentato dalla Dr. ssa Eleonora Vannini, che attualmente opera presso l’Istituto Neuroscienze del CNR di Pisa. L’argomento del progetto riguarda la ricerca su una proteina chimerica come innovativa terapia contro il Glioblastoma ( la forma più aggressiva dei tumori cerebrali ). Siamo prevenuti a tale scelta, grazie alla collaborazione iniziata con la Fondazione Umberto Veronesi di Milano che ha operato un primo screening tra i progetti a disposizione. La scelta è stata in seguito effettuata con l’aiuto della Professoressa Maria Grazia Masucci, Docente al Karolinska Institute di Stoccolma, e Ricercatrice di fama internazionale, che ha accettato di supportarci a titolo assolutamente gratuito. A lei va la nostra gratitudine.

In estrema sintesi, il progetto della Dr. ssa Vannini consiste nel produrre una strategia alternativa per il trattamento del GBM avvalendosi di una proteina batterica dalle grandi potenzialità. Più in dettaglio, i tumori cerebrali primari più comuni sono i gliomi e il Glioblastoma Multiforme (GBM) è la forma più aggressiva. La terapia standard per questa patologia consiste nella resezione chirurgica della massa tumorale, seguita da cicli di radio- e chemioterapia. Questo tipo di intervento non è però abbastanza efficace per curare il GBM; da qui l’estrema urgenza di trovare strategie innovative per aggredire tale patologia. In studi precedenti, la Dr. ssa Vannini ha dimostrato che il CNF1 (Cytotoxic Necrotizing Factor 1), somministrato in una finestra terapeutica clinicamente rilevante, non solo provoca la morte di cellule di GBM murine ed umane, aumentando la sopravvivenza dei modelli animali di questa patologia, ma incrementa anche la funzionalità e la plasticità neuronale ( la facoltà del cervello di recuperarsi e ristrutturarsi ) della zona peritumorale. Ad oggi, però, la somministrazione del CNF1 è fattibile solo in loco, cioè dopo la resezione della massa tumorale; pertanto, l’obiettivo di questo progetto è quello di ingegnerizzare il CNF1 per somministrarlo in maniera sistemica, facendolo passare oltre la barriera ematoencefalica e permettendogli di effettuare la sua azione al livello delle cellule di glioma. L’ingegnerizzazione del CNF1 dovrebbe avvenire per collegamento con un’altra molecola, invece già in grado per le sue caratteristiche, di oltrepassare la barriera ematoencefalica.

Al seguente link, si può leggere la lettera, relativa all’accordo raggiunto tra la nostra Associazione e la Fondazione Veronesi: https://www.ildonodirossana.it/images/uploads/Il-Dono-di-Rossana-Progetto-Ricerca-2019.pdf. Al seguente link, si può leggere la nuova lettera, relativa al nuovo accordo raggiunto tra la nostra Associazione e la Fondazione Veronesi: https://www.ildonodirossana.it/images/uploads/Il-Dono-di-Rossana-Progetto-Ricerca-2019-Lettera-Antonica.pdf.

Al seguente link il CV della ricercatrice dottoressa Eleonora Vannini https://www.researchgate.net/profile/Eleonora_Vannini