La magia del violino: una serata di musica, emozione e solidarietà
Cordovado, 25 settembre 2026
È stata una serata di musica, emozione e partecipazione quella che mercoledì 23 settembre ha riempito l’Auditorium Burovich di Sesto al Reghena. Il concerto “La magia del violino”, organizzato dall’Associazione Il dono di Rossana in collaborazione con l’Accademia d’Archi Arrigoni, ha fatto registrare il tutto esaurito: ogni posto disponibile in sala è stato occupato da un pubblico attento e partecipe, che ha accompagnato con entusiasmo una serata nata dall’incontro tra cultura, musica e solidarietà.
Sul palco l’Accademia d’Archi Arrigoni, diretta dal maestro Domenico Mason, ha proposto un programma dedicato ad alcuni grandi compositori: Vivaldi, Vitali, de Sarasate, Tchaikovsky, Ravel e Saint-Saëns.
Protagoniste della serata, insieme all’orchestra, sono state due giovani e talentuose violiniste, Mio Imai e Choi Soojin, che hanno saputo conquistare il pubblico con interpretazioni di grande intensità e sensibilità. Il dialogo tra i loro violini e l’ensemble ha creato quella particolare atmosfera che il titolo della serata, La magia del violino, aveva promesso.
Ma la magia non è stata soltanto quella della musica.
È stata anche quella di un teatro pieno di persone che hanno scelto di esserci, di condividere un momento di bellezza e, nello stesso tempo, di sostenere una causa che per l’Associazione Il dono di Rossana rappresenta un impegno concreto e quotidiano.
«Vorremmo che i nostri eventi fossero sempre più occasioni per stare insieme, incontrarsi attraverso la cultura e la musica e, nello stesso tempo, trasformare questa partecipazione in un aiuto concreto alla ricerca scientifica», sottolinea Mario Milazzo, presidente dell’Associazione Il dono di Rossana. «La grande partecipazione alla serata di Sesto al Reghena ci ha fatto sentire ancora una volta quanto sia importante costruire momenti capaci di unire le persone intorno a un obiettivo comune. Dietro ogni nostra iniziativa c’è il ricordo di Rossana, ma soprattutto c’è la volontà di fare in modo che quel ricordo possa continuare a generare qualcosa di concreto per il futuro».
L’offerta raccolta durante il concerto sarà infatti destinata alle attività dell’associazione e al sostegno della ricerca scientifica sui tumori cerebrali, obiettivo per il quale Il dono di Rossana è nato e che continua a perseguire attraverso la collaborazione con importanti realtà della ricerca italiana. Anche nel 2026, grazie al contributo dei propri sostenitori e di tutte le persone che partecipano alle iniziative dell’associazione, Il dono di Rossana ha sostenuto una borsa di ricerca in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi di Milano.
Parallelamente, l’associazione sta contribuendo al finanziamento di un dottorato di ricerca in collaborazione con l’Istituto Carlo Besta di Milano, importante centro italiano di ricerca e cura nell’ambito delle neuroscienze e delle malattie neurologiche.
Sono risultati che raccontano come, dietro a una serata di musica, a un'offerta, a un biglietto o a una presenza, possa esserci molto di più: la possibilità di contribuire concretamente al lavoro di ricercatori che ogni giorno studiano le malattie del cervello.
Per questo l’Associazione Il dono di Rossana desidera rivolgere un ringraziamento particolare a tutto il pubblico presente all’Auditorium Burovich, all’Accademia d’Archi Arrigoni, al maestro Domenico Mason, alle soliste Mio Imai e Choi Soojin e a tutti coloro che hanno reso possibile la serata.
Un grazie va anche alle istituzioni e alle realtà che sostengono le iniziative dell’associazione e, soprattutto, a tutti i donatori e sostenitori che permettono di trasformare le iniziative culturali e musicali in un sostegno concreto alla ricerca.
La serata di Sesto al Reghena lascia così non soltanto il ricordo di un bel concerto, ma anche la consapevolezza di quanto possa essere importante fare comunità intorno alla cultura, alla musica e alla solidarietà.
È questo il cammino che Il dono di Rossana intende continuare a percorrere: creare occasioni di incontro e condivisione, custodire attraverso la memoria la storia di Rossana e fare in modo che quella memoria possa continuare a tradursi in un aiuto concreto alla ricerca scientifica.