Le notizie dai laboratori di ricerca

09/05/2026
Le notizie dai laboratori di ricerca

Cordovado, 9 maggio 2026

L’Associazione “Il dono di Rossana”, in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi, continua il proprio impegno a sostegno della ricerca scientifica attraverso il finanziamento di borse di ricerca dedicate allo studio dei tumori cerebrali. Da otto anni l’Associazione finanzia con continuità giovani ricercatori impegnati in progetti ad alto valore scientifico e umano, contribuendo concretamente allo sviluppo di nuove conoscenze nel campo della lotta alla malattia che ha colpito Rossana.

«Con grande soddisfazione registriamo risultati importanti dalle ricerche che finanziamo insieme alla Fondazione Umberto Veronesi», dichiara il presidente Mario Milazzo. «Sostenere giovani ricercatori significa investire nel futuro della medicina e offrire una speranza concreta ai pazienti e alle loro famiglie. Il nostro impegno continuerà con convinzione, nella consapevolezza che la ricerca rappresenta l’unico strumento per costruire nuove possibilità di cura».

Tra i progetti sostenuti nel 2025 vi è quello della dr.ssa Erika Coletto, dal titolo “Validazione di ACKR3 negli astrociti associati ai tumori cerebrali”, dedicato allo studio del ruolo degli astrociti — cellule di supporto del cervello — nella comunicazione tra tumore e tessuto cerebrale, con particolare attenzione al glioblastoma, una delle forme più aggressive di tumore cerebrale. 

Ci complimentiamo con la ricercatrice per i risultati e le auguriamo di proseguire il suo percorso verso nuovi importanti obiettivi. i seguito riportiamo integralmente il report finale della ricerca.

Report finale 2025 – Erika Coletto
Validazione di ACKR3 negli astrociti associati ai tumori cerebrali

Questo studio è stato progettato per capire meglio il ruolo di una proteina chiamata ACKR3, presente negli astrociti (cellule di supporto del cervello), e il suo possibile coinvolgimento nella crescita del glioblastoma (GBM), una forma molto aggressiva di tumore cerebrale.

Per farlo, sono stati analizzati diversi tipi di cellule tumorali: cellule di glioblastoma derivate da paziente, cellule di astrocitoma (un tumore cerebrale o spinale comune, derivante dagli astrociti), e cellule di tumore al seno metastatico al cervello.

L’obiettivo era osservare se e come queste cellule tumorali influenzano la capacità degli astrociti di fagocitosi, cioè il processo con cui inglobano e degradano materiale cellulare, per far spazio al tumore.

I risultati mostrano che le sostanze rilasciate dalle cellule di glioblastoma stimolano gli astrociti ad aumentare la loro attività fagocitaria, con un effetto massimo dopo circa 48 ore. Quando però l’espressione di ACKR3 viene ridotta artificialmente, questa attività diminuisce in modo significativo, suggerendo che il recettore ha un ruolo importante nel processo.

Esperimenti analoghi condotti con cellule di tumore al seno metastatico cerebrale indicano che queste aumentano l’espressione di ACKR3 negli astrociti, soprattutto quando sono presenti anche frammenti neuronali (sinaptosomi). In queste condizioni aumenta anche un marcatore associato a uno stato infiammatorio degli astrociti (GFAP), mentre altri geni legati alla fagocitosi non sembrano variare in modo significativo.

Ulteriori analisi mostrano che la posizione di ACKR3 all’interno della cellula cambia a seconda delle condizioni: si trova nel nucleo in condizioni basali (cioè senza stimoli), sulla membrana quando sono presenti sinaptosomi, e nel citoplasma quando gli astrociti sono esposti sia a segnali tumorali sia ai sinaptosomi, probabilmente per essere internalizzato e riutilizzato.

Quando gli astrociti vengono messi direttamente a contatto con cellule tumorali, si osservano cambiamenti morfologici e un aumento dei segnali infiammatori, suggerendo che oltre ad ACKR3 potrebbero essere coinvolti anche altri recettori nella regolazione della fagocitosi.

Infine, anche le cellule di astrocitoma influenzano gli astrociti, aumentando i segnali infiammatori, anche se alcuni problemi tecnici hanno limitato l’analisi di altri marcatori. In queste condizioni, si osserva un aumento generale di ACKR3, ma la colocalizzazione di ACKR3 con i sinaptosomi diminuiva. In compenso, era LAMP2A, un altro recettore fagocitico, a mostrare un incremento della colocalizzazione con i sinaptosomi in queste condizioni, suggerendo che in questo contesto ci siano anche altri attori che entrano in gioco.

Nel complesso, questi risultati indicano che gli astrociti giocano un ruolo attivo nella comunicazione tra tumore e cervello. La loro capacità di fagocitare materiale cellulare, regolata anche da ACKR3, sembra essere un elemento importante di questa interazione, anche se con caratteristiche diverse a seconda del tipo di tumore coinvolto: il glioblastoma e il tumore al seno metastatico attivano ACKR3 in modo più diretto, mentre l'astrocitoma sembra reclutare un repertorio più ampio di recettori fagocitici.

(Testo tratto dal report finale della ricerca finanziata dalla Associazione “Il dono di Rossana” in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi.)