Rossana c'era

15/07/2020
 Rossana c'era

15 luglio 2020

Una splendida serata, ricca di emozioni, di riflessioni, di ricordi e suggestioni musicali, così è stata la presentazione del libro “E’ Rossana Diario di una vita con il mio Angelo”, venerdì 10 luglio a Cordovado.

Con il patrocinio del Comune e della Biblioteca Civica, l’associazione “il dono di Rossana” e la Pro Cordovado hanno organizzato un interessante evento culturale, il primo da quando è scoppiata l’emergenza, nella suggestiva e accogliente cornice dell’Arena di Palazzo Cecchini. La serata è stata magistralmente condotta da Dario Bigattin, presidente del Circolo Culturale Gino Bozza, che ha introdotto e moderato gli interventi di Sabina Fadel, giornalista e caporedattrice del mensile Messaggero di Sant’Antonio e di Maria Teresa Innocente, autrice del libro.

Le riflessioni proposte da Sabina Fadel hanno posto l’accento in particolare sul ruolo del “paese” quale ambiente in cui crescere e formarsi e sul ruolo importante che riveste lo sport nella vita dei giovani esattamente come fu per Rossana, che praticò per anni la pallavolo a livello agonistico.

Le argomentazioni della giornalista sono state intervallate dalla lettura di alcuni brani tratti dal libro, interpretati da un’ispirata Marta Capponi che ha immerso l’attento pubblico tra le pagine che descrivono Cordovado e quelle del capitolo dedicato all’esperienza pallavolistica di Rossana. Anche la musica è stata protagonista completando e avvolgendo le riflessioni in un’atmosfera onirica e delicata grazie alle esecuzioni al piano proposte da Mario Milazzo, papà di Rossana.

Nella seconda parte della presentazione è stata la volta di Maria Teresa che ha raccontato come è nata l’idea di scrivere, come si è sviluppata, quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta e convinta a pubblicare. Molto toccante la narrazione del concetto di “come si può sopravvivere alla ‘mattina dopo’ di un evento così drammatico” raccontato da Maria Teresa, che ha invitato anche l’attento e numeroso pubblico a avvicinarsi con generosità al dolore dell’altro, “siate vicini, non servono grandi parole, sono i gesti che contano” suggerisce. Incalzata da una seconda domanda di Bigattin, Maria Teresa Innocente ha poi illustrato, come descritto e raccontato nel libro, come lei e il marito Mario siano arrivati a costituire l’Associazione, aiutati dalla famiglia, come questo sia stato “un modo per avere un progetto, un futuro da scrivere, la vita oltre Rossana” racconta.

L’evento si è concluso con le note di Debussy interpretato da Mario Milazzo e nel silenzio finale degli ospiti, che hanno così manifestato con chiarezza l’emozione vissuta durante la bellissima serata.

Rossana c’era.